Stefano Santoni si racconta e presenta il suo nuovo sito

homesantoni
E’ una mattinata fredda di dicembre quella che ha accompagnato la chiacchierata con Stefano Santoni,  che ci racconta tanti momenti di FootGolf e con l’occasione presenta a tutti il suo nuovissimo sito: www.santonifootgolfplayer.com.
Stefano è un tipico ragazzo toscano, schietto,intraprendente  e che ama raccontarsi. Molte informazioni,storie e aneddoti sono racchiuse nel suo sito personale,  che ha una mission ben chiara : «E’ un regalo che mi sono fatto dopo la conquista del titolo italiano: il desiderio di raccontare ed esprimere le mie emozioni è fortissimo in me, la necessità di raggruppare e catalogare le informazioni mi hanno spinto a costruire le varie sezioni, che ad un primo impatto risultano molto fluide, accessibili, e per questo voglio ringraziare Claudia Scotto della Rifranet, che con tanta pazienza ed impegno è riuscita ad interpretare le mie richieste.
Voglio condividere con tutti voi le mie gesta, i miei pensieri, le mie sensazioni, e promuovere questa disciplina che mi ha ridato stimoli che avevo perso da tempo.
Mi auguro che il website desti curiosità negli sponsor, può essere un veicolo per promuovere l’attività, sia del sottoscritto ma anche della mia squadra del cuore FootGolf Livorno, proprio come già succede con atleti inglesi e olandesi.»
La storia sportiva di Stefano non segue quella della maggior parte dei footgolfers: ha giocato a calcio fino a 10 anni, poi è passato al ju-jitsu e poi ancora al basket, fino a quando,qualche anno fa, dopo una ricerca online consultando il sito Soccer League trova informazioni sul FootGolf. L’iscrizione al primo torneo avviene dopo poco ed è “colpo di fulmine”: all’Italian Footgolf Open AIFG giocato a maggio 2013 al Golf Club I Girasoli di Carmagnola (TO) raggiunge il 6° posto assoluto e la prima posizione tra gli atleti italiani,poco dopo arriva la prima vittoria al World Masters of Footgolf Tournament valida anche come prima tappa del campionato nazionale nell’agosto 2013.
Da quel momento in poi arriva una serie di ottime prestazioni personali, che includono: 10 tappe nazionali FIFG vinte, il 2° posto dietro a Paolino Parodi nel campionato nazionale individuale FIFG nel 2014 e, naturalmente,la vittoria del campionato nazionale individuale FIFG  del 2015 come fiore ad occhiello. Ma a differenza di quello che si può pensare, pur rappresentando un gran bel ricordo, la conquista del campionato non è nella top 3 delle vittorie da ricordare. Ci sono stati momenti come la conquista della Coppa Italia individuale a Castelfalfi , o la “partita perfetta” nella tappa nazionale di Crema con tanto di record del campo (-12)  davanti ai propri genitori, conclusasi con la telefonata liberatoria alla moglie Laura e alla figlia Vittoria per annunciare la conquista del titolo.
Ma l’aneddoto a cui rimane più legato è sicuramente la conquista della Coppa Italia a squadre con FootGolf Livorno, di cui ha un ricordo ancora nitidissimo nonostante il tempo passato e che ci viene raccontato tutto d’un fiato : «Non ho mai provato in due anni un’emozione così forte. Trovarsi a dover chiudere la buca finale con un certo punteggio, dal quale dipenderà la vittoria della coccarda tricolore della squadra che hai fondato insieme ad un gruppo di amici,non ha prezzo. Ad Edoardo Luchetti, Fabio Antonacci e il “fratello” che rappresenta la provincia ovvero Emiliano Gronchi, si sono aggiunte tante altre splendide persone, che ci seguono grazie anche all’entusiasmo contagioso che siamo riusciti a trasmettere! Prima di parlarvi dell’ultima buca, è fondamentale però farvi vivere le altre 17 buche per capire il susseguirsi di emozioni, che il Footgolf come pochi altri sport può darti. Non siamo partiti favoriti, e sinceramente dopo aver sentito qualche risultato non buono dei nostri, ad un certo punto della gara, (Riccardo Cogoni sopra il par un gruppo davanti a me, il sottoscritto a +3 con Matteo Barba di FG Genova avanti 5 colpi su di me), ho pensato che non ce l’avremmo fatta a riscattare la sconfitta bruciante dell’anno precedente, dove perdemmo di un solo colpo.
Ma invece qualcosa stava cambiando, il formidabile Cogo faceva eagle, e albatros di lì a poco in due buche, Canepa era messo bene, Gianluca L’Abbate aveva tenuto alla grande dopo un inizio difficile, e Fabiano Fiorentini chiudeva con un impetuoso par. Grazie a queste incoraggianti notizie, ed anche ai 33cl della mia fedele compagna di viaggio Red Bull, cresce in me il desiderio di recuperare in quell’ultima benetta ora e mezza che mi separava dall’arrivo. E la consapevolezza che non potevo essermi trasformato di colpo in un brocco, e quindi ragionando colpo su colpo, buca su buca, riesco a macinare birdie in alcuni casi, a difendere il par in altri, portandomi incredibilmente a -3, con due sole buche da completare e un quasi “hole in one” alla buca 16 calciando di sinistro. Fabio Selmi autore di un magistrale -4 dopo la doccia si era precipitato a seguire me e Riccardo, riportandomi che radio Coppa Italia ci dava in testa, visto il calo di Bluemoon Milano, Genova e Torino, e dicendomi di giocare per il par la buca finale, e che così probabilmente ce l’avremmo fatta. Già alcune buche prima, il riacutizzarsi di un dolore muscolare mi impediva di essere fluido. Calcio con il sinistro i primi due tiri, con il terzo vado tra gli alberi, da dove esco molto bene posizionandomi con il 4°tiro a 15 metri dalla buca. Mentre calcio per il par, molte persone presenti tra il pubblico “vedono” la vittoria amaranto, io invece vedo l’erba a tratti irregolare, un bordino della buca pericoloso, una bella pendenza sulla destra con la possibilità di finire, stando larghi con il putt, sotto di 7-8 metri. Prima di calciare, il buon Canepa arriva sventolando un foglietto che riporta la somma degli scorecard dei top team. Mi basta fare 7, quindi +2. Calcio il primo (quindi il mio 5°) lungo di 4-5 metri, gelando i miei compagni di squadra. Ho altre due possibilità: calcio sulla destra della buca senza prendere rischi, la metto a mezzo metro, e qui credetemi anche un bambino di 6 anni l’avrebbe messa dentro senza avere la minima di paura di sbagliare, ma per me il pallone in quel momento pesava 100 kg, o comunque tipo palla medicinale. La tensione era salita alle stelle, lo stesso tiro per vincere la Coppa Italia individuale a Castelfalfi me lo ero preso, imbucandolo con molta “freddezza” da una distanza di 5-6 metri, che dicono essere una delle mie caratteristiche vincenti, ma un conto è calciare per il tuo punteggio, un conto è determinare la vittoria di Footgolf Livorno (se mi sbucciate la pelle ce l’ho amaranto sotto, al 50% insieme alle mie origini garfagnine, di Pontecosi per la precisione…). Alla fine la palla finisce dentro, ce l’abbiamo fatta!! Milano, Genova, Torino ci seguono a ruota. Finalmente un titolo importante nella nostra bacheca. Che gioia! Auguro ad ognuno di voi di provare un’emozione del genere.»
Con la conquista del titolo individuale nel campionato nazionale FIFG 2015, Stefano ammette di avere la “pancia piena”, ma sa benissimo che non è una scusante per i risultati sottotono della nuova stagione dove «fino ad ora ho svolto solo il compitino, devo tornare ad essere più sfrontato» e si pone, con l’ambizione che lo contraddistingue, diversi obiettivi non solo individuali, ma soprattutto di squadra, primo fra tutti è vincere lo scudetto a squadre, e poi bissare la conquista  della Coppa Italia a squadre.
Chiacchierare con Stefano è piacevole e allora la discussione si sposta su altri temi che lo vedono sempre coinvolto direttamente, come quello rivolto all’organizzazione di tornei, e date le sue diverse esperienze all’estero (Marsiglia,Las Vegas,Bridlington,Amsterdam,Valencia,Oslo) non perdiamo l’occasione di chiedergli come giudica l’operato delle organizzazioni italiane rispetto alle straniere :  «Credo che l’Italia abbia poco da invidiare alle altre nazioni, chi organizza in Italia mette tanta passione, tutte le organizzazioni che permettono di giocare a FootGolf mettono al servizio dei giocatori grandissimo impegno e professionalità, con l’unico obiettivo di sviluppare al meglio questo sport.L’allenamento è fondamentale come l’esperienza e al momento stiamo lavorando in questa direzione per poter permettere a tutti di giocare e migliorarsi,ad esempio presto festeggeremo i risultati raggiunti da FG Livorno con l’apertura del Golf Club Livorno che a breve sarà pronto con 9 buche di golf e 18 da Footgolf . Colgo inoltre l’occasione per ringraziare tutte le splendide persone con cui lavoro in FIFG e che stanno lavorando egregiamente per lo sviluppo del Footgolf».
Abbiamo ancora tante domande, ma dati i risultati disastrosi di chi vi scrive, l’occasione è ghiotta per avere qualche consiglio da mettere in pratica sul campo e Stefano ci risponde cosi : «Non ho consigli,ma suggerimenti, e partendo dal tee shot posso suggerire di calciare verso una porta da calcio immaginaria posta a 50 metri nella direzione in cui si calcia, sempre mantenendo la massima concentrazione. Proseguendo nel percorso, bisogna porre l’accento sull’approach, che è un tiro fondamentale, la concentrazione deve essere sempre al massimo livello, senza mai sottovalutare le pendenze, migliore è il tiro d’avvicinamento alla buca maggiori sono le possibilità di fare un putt vincente; per affrontare al meglio quest’ultimo tiro suggerisco di mettersi di lato rispetto al pallone guardando in direzione della buca; per valutare al meglio le pendenze bisogna invece piazzarsi dietro la buca e immaginare dove e come si indirizzerebbe un ipotetico corso d’acqua che scorrerebbe ipoteticamente dalla buca verso il punto in cui è il pallone; per concludere, colpire la palla poco sopra la metà con un colpo secco».
E’ arrivato il momento dei saluti, Footgolfinitalia.com ringrazia Stefano Santoni per la disponibilità per la lunga chiacchierata, rimanete sintonizzati sul nostro sito e pagina Facebook, con l’anno nuovo in arrivo altre interviste e sorprese tutte da non perdere!

 

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